A cura di Transsolar - società di ingegneria ambientale tedesca specializzata nella progettazione di edifici ad alto livello di comfort e tecnologia e a basso impatto ambientale - e dallo studio di architettura giapponese Tetsuo Kondo Architects.
Una delle più suggestive di questa Biennale, l’installazione obbliga a una nuova lettura e a una nuova esperienza dello spazio, illustrandone la sua mutevolezza in relazione al mutamento delle condizioni microclimatiche e all’interazione tra queste e l’uomo.
Al centro della sala dell’Arsenale, una rampa elicoidale, poggiata alle colonne portanti, invita a un percorso che si snoda fino a 4.3 metri di altezza e che consente al fruitore di entrare in contatto con un’autentica nuvola sospesa nell’aria, che può essere percepita da sotto e da sopra, che può essere attraversata, di cui si può toccare con mano la densità, che si può veder apparire e dissolversi, di cui si può cogliere la capacità di filtrare la luce e di creare di conseguenza spazi diversi, in cui anche la pressione, la temperatura e l’umidità cambiano. A volte il visitatore può vedere solo le altre persone attraverso la nuvola, e non la struttura, e sperimentare una sensazione di sospensione nello spazio.
La nuvola, che si basa sul fenomeno fisico dell’aria satura, della condensa che fluttua nello spazio e dei nuclei di condensazione, è dinamica, in continuo divenire: un piccolo cambiamento nella stanza produce una trasformazione della nuvola e del suo ambiente. A illustrare la mutevolezza dello spazio.