Curata dallo studio Rietveld Landscapes per conto del Netherlands Architecture Institute, l'installazione olandese mette in luce le potenziali applicazioni offerte dall'enorme patrimonio immobiliare attualmente "vacant" del territorio nazionale e mira a sottolineare come tale patrimonio possa essere sfruttato per sostenere l'innovazione, creare valore e generare idee all'interno di una knowledge economy creativa.
La complessità attuale di città, paesaggi e società, che costutiusce la sfida sociale più urgente secondo gli ideatori, richiede un approccio multidisciplinare, in cui vi sia condivisione di conoscenze e di creatività, in cui si crei una "cross fertilization" generatrice di idee.
Il design e l'architettura sono state isolate dalle altre discipline troppo a lungo; dal dialogo e dal confronto interdisciplinare con l'industria, la scienza e la tecnologia - e dalla conseguente generazione e condivisione di differenti punti di vista - si guadagna, invece, in termini di innovazione.
In tempi di scarsità di risorse economiche, si può investire in innovazione mettendo gli immobili a disposizione della futura generazione di innovatori mentre sono inutilizzati, per farne laboratori ove i talenti creativi possano sperimentare le proprie idee e condividerle all'interno di una rete multidisciplinare che dia impulso e cooperi alla loro stessa generazione. In questo senso, Architecture meets ideas.
L'installazione interpreta l'ambizione politica dell'Olanda di conquistarsi una posizione tra le prime cinque knowledge economies del mondo.
